ETech ‘08 Tutorial Storyboarding for Nonfiction

Quest’anno anche io ho il privilegio di partecipare all’ETech Emerging Technologies Conference che si tiene a San Diego al Marriot Hotel. Della location e delle prime impressioni vi ha già parlato Massimo nel suo articolo. Non posso fare confronti con il passato, però pare anche a me un’atmosfera abbastanza dimessa e che non agevola il social netwoking: confidiamo per il pranzo. Conosciuti anche io gli italiani che partecipano alla conference, avremo modo di approfondire meglio le loro attività. Nota di colore: ho visto dal vivo ed in azione i prima MacBook Air…

Sto seguendo il tutorial Storyboarding for Nonfiction tenuto da Kathy Sierra (Creating Passionate Users).

Come dice il titolo stesso l’oggetto è: come posso sviluppare contenuto multimediale (video, presentazioni, etc….) su aspetti non espressamente artistici (e quindi tecnici o simili) in modo da tenere viva l’attenzione degli utilizzatori? Si tratta di un argomento che, per chi viene dal marketing e/o ha avuto modo di sentire dei delle lezioni su public speaking non è nuovo ma lo può essere per chi non ha mai avuto contatti con le modalità di presentazione dei contenuti.

Nella prima parte Kathy, nella sua presentazione, pone una domanda interessante: what causes that to happen? What makes a page turner? La risposta, dopo il dibattito è: ’cause it is compelling!!!! (ti obbliga)

Quindi entra nel dettaglio del perchè chi legge/ascolta/sente è attratto dal contenuto secondo una gerarchia mutuata dai bestsellers

  • Enchanting
  • Interesting
  • Clear&accurate
  • Righr order
  • The right topics

Non bastano quindi i contenuti, occorre aggiungere di più!!!

Sul come fare il suggerimento è di prendere punto da altri campi: Holliwood, neuropsichiatria, etc.

Nella seconda parte quindi delinea meglio come agire, prendendo spunto da aspetti psicologici che governano le fasi di apprendimento. In questo senso lo spunto è offerto dai filmakers: siamo nel business delle emozioni!!!

  • Users as Hero
  • Hero’s journey
  • Life is normal
  • Something happens to change it
  • Things really sucks
  • Hero overcome bad things
  • Return to a new normal

La user experience spiral (difficile da tradurre letteralmente in italiano) prevede:

  • payoff
  • motivating benefits
  • interaction

Conclusione di Kathy: non serve un budget elevato per realizzare un prodotto seducente (seductive è la parola usata): tutto quanto ideato, studiato e realizzato non serve a niente se i destinatari dell’informazione non imparano. Il modello suggerito è organizzato in tre parti, che riporto come presentate nella slide utilizzata.

ACT 1: set tone, question posed, what’s at stake catalyst motivation, skepticism debate

ACT 2: cross threshold (to act 2), back story and tools, fun&game using tools, stakes raised, not out of woods, all is lost, answer found! I rule!

ACT 3: Road home: lessons applied

A mio parere si è trattato di un intervento interessante che, pur non raccontando niente di nuovo, presenta l’arte di presentare (gioco di parole) in una luce differente e nuova (almeno per me).

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